Dunque, dicevo che abbiamo stretto amicizia tra noi "altri": la fiorentina, un'inglese e un marocchino. Verso gli "altri" c'è sempre una certa sospettosità pregiudiziale. Eppure non si è sicuri neanche tra "noi", anzi, le violenze alle donne e ai bambini sono perpetrate in maggior parte in famiglia o tra amici, ma l'idea di una comunità originaria fatta di uguali, e per questo rassicuranti, permane.
Come dice Edoardo Boncinelli : l'uomo è un animale razionale, ma solo per mezz'ora al giorno".
Allora mi viene in mente Emanuel Levinas, secondo cui è proprio nella negazione della differenza e alterità irriducibile di ogni essere umano che risiede l'origine della sopraffazione e della violenza. Se sentissimo che siamo tutti "altri " inassimilabili, lo straniero, l'amico, il compagno, allora, forse, nessuno sarebbe pregiudizialmente più sospetto di altri.